Donald Trump e l’arte della guerra

Pianificazione e Valutazione

Simula inferiorità e incoraggiane l’arroganza. Tienilo sotto pressione e logoralo. Quando il nemico è unito, dividilo. Fingi disordine e colpiscilo.
Sun Tzu – L’arte della guerra (capitolo 1)

Donald Trump ha disseminato esche per polli durante tutta la sua campagna. Ha chiamato tutti i messicani: criminali, stupratori e spacciatori, promettendo l’alzata di un muro alle frontiere contro di loro. Ha annunciato di vietare l’ingresso ai musulmani per battere il terrorismo; di espellere milioni di immigrati; di sospendere gli interventi contro l’ISIS; di annullare i contributi contro il riscaldamento globale; di attuare misure contro l’aborto. Intanto imprecava contro la truffa dei vaccini e delle pale eoliche e contro le politiche di Obama come l’ObamaCare che garantisce l’assicurazione gratuita solo a “immigrati e clandestini”.

Ha fatto credere a tutti di essere solo un pagliaccio folle.

Preparazione alla Guerra

Conosci il nemico come conosci te stesso. Se farai così, anche in mezzo a cento battaglie non ti troverai mai in pericolo. Chi è veramente esperto nell’arte della guerra sa vincere l’esercito nemico senza dare battaglia
Sun Tzu – L’arte della guerra (capitolo 3)

Bernie Sanders aveva la possibilità di vincere, la mentalità da buon padre di famiglia, la faccia pulita dell’uomo buono, appassionato e carismatico.

Barack Obama aveva vinto perché appariva come una persona fuori dagli schemi, fermo e deciso, buon padre di famiglia con ideali da difendere e lotte da portare avanti in nome del popolo americano.

Hillary Clinton non ha mai avuto un vero piano contro Trump. Ha utilizzato contro di lui gli stessi attacchi dei Repubblicani e sulla quale il tycoon ha potuto marciare per sembrare un uomo fuori dall’establishment. Non puoi battere un maestro di scandali e contraddizioni con ancor più scandali e contraddizioni. Ha sottovalutato il suo nemico e sbagliato strategia. Chi l’ha votata l’ha fatto con poco entusiasmo, in taluni casi turandosi il naso Trump, invece, ha trascinato eserciti con il fascino delle sue parole.

Attacco Strategico

Lanciati sul nemico con ardore. Alla fine tratta bene i prigionieri, e fornisci loro in necessario. L’obbiettivo essenziale della guerra è la vittoria, non le operazioni prolungate. 
Sun Tzu – L’arte della guerra (capitolo 2)

Trump ha puntato sul “Tutti contro uno”, facendosi odiare dai politici e dalla stampa: il potere contro il cambiamento. Perlomeno è così che “The Donald” voleva pensassero tutti e ci è riuscito dimostrandosi uno stratega sopraffino. La prova definitiva l’abbiamo avuta durante il primo discorso da vincitore: “Sarò il presidente di tutti”, “Cercheremo alleanze e non conflitti”, “Proveremo ad andare d’accordo con tutti”, ringraziando vivamente l’avversaria Hillary: “Abbiamo nei suoi confronti un grande debito di gratitudine per quello che ha fatto per il nostro paese”.

Donald ci ha fregati tutti. Scacco matto. Riposizionate pure i pezzi.