Il nuovo bipolarismo

Soltanto da poco tempo in Italia, finalmente, cominciano ad apparire in maniera più evidente, i tratti del nuovo bipolarismo. Da troppo tempo ormai parole come “comunismo” e “fascismo”, ideologie ormai scomparse da tempo, pilotano gli animi della popolazione sotto forma di vacua contrapposizione dialettica fra “destra” e “sinistra”. Parole senza alcun significato esplicito; più che altro dei contenitori escludenti e vaghi di altri significati generici soprannominati liberalismo, nazionalismo, progressismo, socialismo.

Ma idee e terminologia restano tali nel momento in cui è impossibile utilizzare degli strumenti che ne permettono l’applicazione pratica. Qual è lo strumento che permette la realizzazione pratica di quelle idee? La politica. Ma la politica è uno strumento che deve essere utilizzato da una forza agente. La forza che si propone come scopo principale della sua esistenza garantire l’affermazione dei diritti fondamentali dell’individuo e la volontà del popolo si chiama democrazia.

Siete sicuri che la forza dominante sia la democrazia?

La politica italiana è davvero controllata dalla democrazia? Viene utilizzata davvero per garantire l’affermazione dei diritti dell’individuo? Viene utilizzata per applicare la volontà del popolo?

Quando gli strumenti politici, invece di applicare i principi della democrazia e della Costituzione, vengono utilizzati per concentrare il potere nelle mani di poche persone governate da una elite che si definisce “classe dirigente”, allora significa che si è affermato un regime Partitocratico.

Partitocrazia e democrazia sono in contrapposizione netta. Finché questa realtà non diverrà chiara, il regime continuerà a prosperare, utilizzando come strumenti di persuasione una vuota dialettica, col fine unico di auto-preservare la sua esistenza e quindi la concentrazione del potere nelle mani di poche persone contro la volontà del popolo e contro l’affermazione dei suoi diritti.

Per non dimenticare…

Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.

– Paolo Borsellino

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