La donna che divenne uomo

In questi giorni ho riflettuto molto sulla situazione della donna nella società contemporanea e mi sono accorto di possedere una certa avversione nei confronti delle donne. Forse questo pensiero è dovuto alla momentanea scarsa fiducia causata da esperienze negative o dall’imbarazzante strafottente ignoranza delle donne con le quali ho avuto a che fare. Certo; ci sono femmine e femmine. Per questo come mia consuetudine, proverò a giustificare i miei processi mentali nella maniera più convincente possibile. Ogni commento, critica e giudizio è ben gradito.

La mia avversione è scatenata dall’invidia: avrei voluto essere donna.

La differenza fra uomo e donna esiste. La donna muove l’intera società di oggi, la donna comanda ed è padrona, in un mondo dove non esistono più limiti e costrizioni.

Sicuramente è giusto che la società sia stata liberata da pregiudizi stupidi, ma come per tutto ormai, di questa conquista viene fatto un continuo abuso che, spesso, sfora nella totale indifferenza verso l’altro. Chi ne potrebbe approfittare più di tutti se non lei, la dominatrice, colei che controlla il mondo e lo sa bene!?

La parola donna deriva dal latino domna, forma sincopata di domina, cioè padrona.

Ci sarebbe da fare una lunga analisi a partire dall’inizio degli anni ’60, passando per la rivoluzione sessuale, fino ai giorni nostri all’era del consumismo e del materialismo; ma non deviamo troppo dal discorso e concentriamoci su oggi dove i valori non hanno più un significato e conta più il modo in cui appariamo che ciò che siamo. In un mondo delirante dove tutti lavorano freneticamente si finisce per dedicare pochissimo tempo agli altri: tempo che sarebbe utile usare per approfondire la conoscenza dell’umana bontà, dell’umano affetto, dell’altruismo, parole ormai snaturate quasi interamente del loro significato.

Tutto è incentrato su cose futili; sulla conquista di piaceri personali, spesso rappresentati da oggetti, moda e sesso: Il cellulare, la macchina, i vestiti firmati, la scopata della sera. Tutto qui. Cosa importa quello che pensiamo? Tanto ci sono altri che pensano per noi; non è forse vero? A cominciare dalla politica, fino al normale confronto umano che diventa ogni giorno sempre più difficile, e non perché non ci siano i mezzi; oggi più che mai ce ne sono: cellulari, televisione, internet, chat, social network. No, il problema del confronto deriva dagli argomenti del confronto. Siamo bombardati ogni giorno da pubblicità subliminale. Oggi si parla per slogan e citazioni, i pensatori sono pochi e, spesso, pure mal giudicati.

Ma una volta non era così; quegli stessi pensatori li avremmo trovati sui libri di storia, filosofia, letteratura. Una volta si lottava per l’amore, l’onore, la libertà. Molti adesso preferiscono vivere nel mondo che gli è stato dato piuttosto che cercare di cambiarlo. Vedo fra la gente tanti, troppi robot che accendono la loro vita proiettata su un plasma da 50 pollici in attesa che qualcuno gli dia indicazioni su cosa fare, in cosa credere, che cosa comprare, cosa pensare.

Che vita è questa? Gli intellettuali sono il nuovo “sesso” debole.

In quest’era dell’auto-feticismo, dove il piacere è pilastro di un sistema basato sull’economia. Cosa c’è di più piacevole del sesso? Basta guardare quali sono le parole più cercate sui motori di ricerca; i siti pornografici che ogni giorno spuntano come funghi; i siti per annunci di incontri, appuntamenti, scambi di coppie; i locali trasgressivi, privè, night club; le incessanti pubblicazioni a sfondo sessuale, gossip, calendari, spogliarelli; programmi televisivi con veline seminude; i film più visti: polpettoni di Natale con battute e sceneggiature fotocopia colme di allusioni sessuali. Potrei continuare con l’elenco, ma chiunque dotato di un minimo di spirito di osservazione capisce di cosa sto parlando.

Bene, se nella nostra società uno dei principali motori è il sesso, come si può non tenere conto delle distinzioni sessuali fra gli individui? Ribadisco la mia prima affermazione: le differenze fra uomo e donna ci sono eccome! La donna è una figura potentissima: Il nuovo sesso forte. Solo degli stolti possono continuare a credere nella dominazione del maschio. Forse tanto tempo fa, quando il destino delle donne era segnato fra lo sposarsi e fare la mammina o ritirarsi in un convento. Tempi ormai che oggi hanno una piccola rappresentanza in alcuni stati africani che chiamiamo terzo mondo.

La donna è un essere umano; l’essere umano per natura prova piacere nell’avere potere. Le donne hanno fra le mani (o fra le gambe come preferite) il più grande potere che oggi si può avere, quello che smuove il mercato. Una donna che ha gli attributi ha potere… e il potere porta alla bramosia di ancor maggior potere.

Lo avessi io, quel potere.

Una donna carina può avere tutti gli uomini che vuole. Può godere di qualsiasi piacere e ottenere tutto. Ad esempio, perché ci sono sempre più locali dove le donne non pagano l’ingresso? Un uomo non lavora e guadagna un sudato stipendio proprio come una donna? Se un fatto del genere succedesse al contrario: ovvero che i maschi non pagassero le entrate nei locali e le donne sì, verrebbe scatenata una guerra di discriminazione sessuale con tanto di manifestazioni sulla pubblica piazza di femmine incazzate nere e tempo 2 mesi si metterebbe fine alla questione. Invece i maschi ciechi e burattini, si illudono di contare qualcosa. Non dicono niente e sono lì, a fare la fila in quei locali, cercando di entrare per provare ad annusare una cosa sulla quale non hanno alcuna giurisdizione fra le risate generali delle rappresentanti sesso forte, che forse per pietà, a volte gli concedono un assaggio.

Sono stanco di vedere queste scene patetiche. Di vedere scene allucinanti di mariti e padri disperati che lo prendono in culo dalle loro ex-mogli e poi dallo stato che gli toglie la custodia dei figli e gli fa pagare gli alimenti. Leggi antiquate che non tutelano l’uomo e iper-tutelano le donne!

Il mondo sta cambiando e tutto questo è evidente non solo nella società, ma anche nei comportamenti delle “nuove donne”, nella terminologia usata. Coscienti del loro potere, sono sempre più dotate di autostima, coraggio, spregiudicatezza, sicurezza e troppo spesso: cattiveria.

La storia dell’uomo che usa le donne come un oggetto non regge. Sono alcune donne che, per convenienza, vogliono sembrare oggetti buttandosi addosso al primo coglione che passa. Ma imparano presto la lezione e quindi sotto col prossimo zerbino da usare per ottenere quello che vogliono: cene, uscite… e perché no, amore.

I colpevoli di tutto questo sono gli uomini che hanno permesso silenziosi che accadesse una cosa del genere. Lumache che sbavano alla sola vista di un culo e un paio di tette. Stupide marionette che pensano ancora di contare qualcosa in questa società perché possiedono un organo genitale esterno che non sanno utilizzare.

Poveri illusi, convinti di avere un potere che non hanno.