“L’arte non è uno strumento di comunicazione”, diceva Deleuze. E forse, in un certo senso, è vero. Qualsiasi opera può essere smontata e rimontata: ciò che io vedo non è ciò l’altro vede. Ma allora come può essere la chiave per aprire qualcosa? O un lucchetto da aprire, custode di qualche conoscenza? Piuttosto funziona come un martello: batte. Se rompe, funziona. Non crea, distrugge. Noi ricostruiamo dalle fratture lasciate. Se non rompe, non era abbastanza potente; o eravamo noi a essere troppo duri. L’arte è per le anime fragili.