Luigi Di Maio - Movimento 5 Stelle

Elezioni 2018: Vincono M5S e Lega. Breve Analisi Post-Voto

L’unico a parlare come Premier navigato è stato Luigi Di Maio. Una strategia politica chiara e impeccabile. A partire dal Governo ombra presentato prima delle elezioni, quasi totalmente tecnico.

Post-elezioni: disponibilità al governo tecnico sui temi, aperti al dialogo con tutte le forze in campo, pronti a eleggere figure di garanzia condivise (Presidenti di Camera e Senato), fiducia nel Presidente della Repubblica Mattarella e nelle Istituzioni, rassicurando mercati e investitori. Un colpo da maestro. Un atteggiamento serio, quasi da statista oserei dire.

Resta un punto fermo. Il M5S fa alleanze solo sui temi, non con i partiti, perché è anti-partitocratico, in maniera totalmente coerente con la sua strategia a lungo termine.

Sui temi, basta leggere i programmi. I punti in comune tra il programma Lega-Berlusconi e M5S sono pochissimi, solo Fornero, forse qualcosa di immigrazione. Forse. Basta. I punti di contatto tra programma PD e M5S sono svariati e dove divergono quelli di M5S orientati nettamente a sinistra, basti pensare al reddito reddito di cittadinanza, passando per ecologia e cultura, fino addirittura all’idea di una Banca di Stato.

Per quanto riguarda le altre “alleanze” possibili non appaiono molte possibilità all’orizzonte. L’unica sarebbe quella di tentare un governo a Cinque Stelle con appoggio di una branca del PD De-Renzizzato e Liberi e Uguali. Il Movimento 5 Stelle non appoggerà mai un governo politico guidato da Salvini con Berlusconi come figura centrale.

La risposta di Renzi a questo capolavoro politico è stata: “Sparate sparate, e mor Sansone cu tutt e Filistei“. Dando la colpa a Mattarella e agli elettori. Per il suo delirio personalistico (che lo rende figlio legittimo del berlusconismo, motivo per il quale ha perso la fiducia degli elettori di sinistra, riversatisi quasi interamente nel M5S), ha deciso uccidere il PD.

Con PD all’opposizione e M5S ancora una volta vincente e all’opposizione, nei prossimi anni sarà M5S a guadagnerare ancora più consensi. Se si torna ad elezioni ora, con il PD artefice di questa legge elettorale che ha creato una situazione di stallo e ormai del tutto arroccato e frantumato, M5S si prenderà tutto ciò che rimane del bacino elettorale di sinistra in contrapposizione all’affermazione della destra di Salvini.

La vecchia battuta di Grillo: “Siete circondati, arrendetevi!”, non è mai stata più reale e concreta di oggi.