Gli eredi di Hitler

ALBERTO MORAVIA scriveva così sul Corriere, in un articolo intitolato “Gli eredi di Hitler” del 1974:

«Bisogna fare l’osservazione che il fascismo è assurdamente legato a filo doppio con i mass-media: giornali, radio e soprattutto la televisione. Viviamo in un mondo nel quale tutto ciò che un tempo era direttamente vissuto, è oggi trasferito in una rappresentazione. Così gli assassini riescono a mutare lo spettacolo, a inserire tra una pubblicità e l’altra una piazza insanguinata». — Alberto Moravia

Si riferiva all’attentato fascista di piazza della Loggia. Parole piuttosto attuali, basta sostituire “radio” e “giornali” con “internet” e “social network”. Qualcuno potrebbe pensare: «Ma che stai dicendo, dove sono i morti?». Perché il fascismo si è evoluto: i morti non sono più fatti di carne e sangue, ma di anime. Non sono più le camicie a essere nere, ma i cuori.

È un errore pensare: «Sono solo minoranze ignoranti, non pericolose», perché quelle che vediamo in piazza a far spettacolo sono le onde di superficie. Sotto le acque mosse, nelle profondità del territorio europeo, prolifica il germe fascista, ovvero la dottrina del quale il fascismo si alimenta: il nazionalismo, il culto della violenza, l’esaltazione del capo col pugno di ferro, l’intolleranza verso i più deboli e disagiati, la soppressione delle minoranze…

«La storia è la memoria di un popolo, e senza una memoria, l’uomo è ridotto al rango di animale inferiore». — Malcolm X