Grillo: lo squadrista lapidatore

Un editoriale di Marco Travaglio pubblicato qualche mese fa sul Fatto Quotidiano, si intitolava: “Il dizionario dell’inciucio“. Così per vent’anni uno che passava da destra a sinistra era chiamato ribaltonista, se invece passava da sinistra a destra era un responsabile. Gli ex M5S che hanno appoggiato il PD o il governo sono diventati indipendenti, chi invece è rimasto nel Movimento rispettando il mandato elettorale è rimasto un servo del dittatore Grillo. Se Berlusconi avvicinava senatori e deputati era un mercato delle vacche, se invece lo faceva Bersani con i grillini, allora si trattava semplicemente di scouting. Se i partiti espellono (e succede continuamente) un loro militante o dirigente perché ha violato le regole interne, è legalità. Se lo fa il M5S è epurazione.

Secondo queste logiche contorte, frutti prelibati dell’informazione italiota (nota per qualità e imparzialità), in questi giorni assistiamo all’ennesima violenza contro Grillo e il M5S. Questi sono i titoli: “Aperta la caccia ai giornalisti ostili“, “Grillo e la gogna contro l’Unità“, “Grillo scheda i giornalisti“, “Il manganello di Grillo“… e cosi via. Fiore all’occhiello le dichiarazioni di Letta: “Giornalisti lapidati“.

Allora penserete: qual è il titolo di questo fantomatico articolo di Grillo? Giornalisti in galera? Via dalle balle i giornalisti pagati? Caccia grossa al nemico? No. Il titolo è: “Giornalista del giorno

Quindi schedare, diventa pubblicare su un blog personale, stralci di articoli già pubblici e pubblicati dalla stessa interessata, senza indicazioni o incitazioni alla violenza di alcun tipo, con un pizzico di Humor nero alla Grillo (ricordando che il M5S vuole abolire tutti i finanziamenti pubblici all’editoria). Lapidare, significa criticare, in maniera circostanziata, certi articoli non solo offensivi, ma soprattutto menzogneri, nei confronti del Movimento 5 Stelle.

Le balle della giornalista del giornale del PD, finanziato coi soldi pubblici (L’Unità), che scrive: “Ogni giorno una pagliacciata: così gli eletti a 5 stelle pensano di rendersi degni del loro capo“, e ancora: “fanno casino, dimostrano di non saper fare e di non aver fatto niente per il popolo italiano […] inscenano gazzarre […] sono succubi di Berlusconi“, diventano parole di libertà.

Riepilogando: se una giornalista del PD scrive falsità e schernisce gli avversari politici si tratta di: diritto di critica. Criticare a propria volta e segnalare le menzogne di una giornalista su un blog (non finanziato pubblicamente) che è il “giornale” del leader spirituale del Movimento, non sono diritto di critica, sono squadrismo.

Se quello è giornalismo e Grillo è uno squadrista, allora io sono un Waffen-SS.

Grillo SS