Meno lavoro, più tempo: il futuro che ci attende

Dopo un’attenta riflessione sono giunto alla conclusione che le cose più importanti nella vita sono: la conoscenza, il divertimento e il lavoro. Il lavoro, a differenza delle prime due, viene vista (sbagliando) come un’attività che serve solo a guadagnare soldi per vivere una vita dignitosa; si tratta cioè di un mezzo per raggiungere scopi o almeno così dovrebbe essere, tranne in alcuni casi nei quali il lavoro coincide con le passioni.

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Ma se il lavoro è un mezzo, perché spendiamo più tempo per lavorare che per godere dei frutti di quel lavoro? Qualcosa non funziona come dovrebbe.

Cosa c’è che non torna? Il tempo. Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo in assoluto. Il pavimento sul quale tutto il resto dell’esistenza si muove: senza il tempo non potremmo far nulla.

Il problema del tempo

Parliamo del tempo. Una giornata è fatta di 24 ore. Fisiologicamente abbiamo bisogno di almeno 7-8 ore al giorno di riposo per vivere una giornata al pieno dell’efficienza. Mantenersi in salute e in forma significa fare esercizio fisico, quindi dedicare almeno 1 o 2 ore al giorno, tre giorni a settimana a questo tipo di attività. L’alimentazione ideale è costituita da almeno 5 finestre quotidiane nel quale diciamo che si impiegano 3 ore complessive per soddisfarla (ponendo di non dover cucinare da soli). Il lavoro sommato a tutte queste attività, richiede un ulteriore riposo infra-quotidiano: anche soltanto qualche momento in cui staccare per liberare la mente e alleggerirsi dallo stress. Diciamo circa 1 ulteriore ora complessiva al giorno. Riepilogando:

8 ore di sonno
8 ore di lavoro
3 ore di alimentazione
2 ore di palestra
1 ora di riposo

siamo già a 22 ore effettive. Il resto sono varie ed eventuali (una discussione, una telefonata, vestirsi, prepararsi, andare in auto verso una destinazione e ritornare, eccetera…).

Una giornata è già passata, i rapporti umani ridotti al minimo. Ma quanto tempo è rimasto da dedicare alle cose più importanti: studio e conoscenza? Neanche un secondo. E le passioni? Se l’unico giorno libero della settimana lo dedichiamo a studiare, ad approfondire le cose della vita, a crescere personalmente, potremmo essere costretti a eliminare dall’equazione il nostro divertimento o i rapporti umani.

Abbiamo bisogno di tempo, ma le ore di sonno sono imprescindibili, così come il tempo che dedichiamo all’alimentazione. Eppure qualcosa dovrebbe cominciare a frullarci nella mente: perché il tempo è così squilibrato in favore del lavoro?

Proviamo a liberarci delle regole imposte dalla società e a riflettere: perché continuare a dedicare 8 ore al lavoro? Anche se il nostro lavoro è bello, è innaturale dedicare quasi tutta la vita, tutti i giorni, 8 ore al giorno di tempo a una singola attività. Qualunque cosa, portata all’estremo della sopportazione finisce per diventare una tortura.

Forse tanti anni fa, quando c’era poco da fare e accedere alla conoscenza era un privilegio riservato ai quei pochi individui che potevano permettersela, una soluzione del genere andava bene; ma adesso? Il lavoro diventa soltanto un obbligo che svilisce il piacere.

È necessario diversificare il nostro tempo, ma come fare?

Possiamo accettare di passare tutta la nostra vita all’inseguimento della sopravvivenza, senza viverla davvero, ritrovandoci poveri di tutto il resto?

La giornata ideale

Trascendiamo dalle ore ordinarie e proviamo a ricostruire la giornata in unità di tempo della durata di mezz’ora, ovvero la durata media della maggior parte delle piccole attività quotidiane. Assumendo la necessità di dedicare 16 unità di tempo al sonno (8 ore), restano altre 16 ore da assegnare. Inoltre mi sento di affermare che, per non risultare noiose o stressanti, dobbiamo fissare un massimo di 2 ore consecutive per attività. Se un’attività si ripete più di una volta al giorno, il mio consiglio è che venga intervallata da almeno un’altra attività differente.

Un esempio di giornata ideale ed equilibrata può essere quindi strutturata nel seguente modo (ovviamente ognuno potrebbe e dovrebbe riscriverla a piacimento a seconda dei propri desideri e delle proprie necessità):

Come potete vedere, in questo esempio ho diviso un giorno in tre macro-categorie da 8 ore. La prima (omessa) è quella da dedicare al sonno fisiologico, le altre due da completare a scelta secondo le nostre esigenze e i nostri bisogni. Vediamo nel dettaglio:

Alimentazione: colazione, pranzo, cena, spuntini e tutto ciò che è connesso con il nostro bisogno fisiologico di alimentarci. L’alimentazione è un aspetto molto importante della vita di ogni individuo. Molte persone tendono a mangiare troppo durante 2 singoli pasti (pranzo e cena), mentre per il nostro organismo è infinitamente meglio mangiare meno, ma prevedere almeno 4-5 pasti al giorno. E non dimenticate che la colazione è il pasto più importante, perché il nostro corpo è stato in completo digiuno per almeno 8 ore (durante la notte) e ha bisogno di ricaricare le batterie per affrontare la giornata al meglio.

Attività fisica: “mens sana in corpore sano” diceva un tizio del Grande Fratello (Era lui, giusto? :D). Il corpo ha bisogno di fare una sana attività fisica quotidiana per restare in forma nel tempo. Abbiate cura del vostro corpo, perché esso è soggetto a deterioramento. Non prendersi cura di se stessi adesso, equivale a pagarne le conseguenze domani.

Attività: per attività, intendo ogni generico tipo di cose che è possibile fare durante la giornata: Attività sociali: meeting, uscite o cene con amici o fidanzate, un caffè al bar, andare dal dottore o dal parrucchiere. Attività intellettuali, come scrivere, studiare, leggere un libro o un giornale, guardare un film, vedere un documentario. Attività ricreative, giocare ai videogame, aggiornare un blog, completare un puzzle.

Lavorare ben 8 ore al giorno è un obbligo arcaico e ingiustificato, accettabile soltanto nei casi in cui si riesca a guadagnare dei soldi dalle nostre passioni, ovvero svolgendo le stesse attività che, se non obbligati dalla necessità di guadagnare denaro, faremmo anche gratis.  Una società ricca, tecnologicamente all’avanguardia come la nostra, dovrebbe essere più giusta ed equilibrata. La tecnologia è nata con lo scopo di migliorare la qualità della vita dell’uomo, non di arricchire le multinazionali. I profitti delle grandi aziende si sono moltiplicati esponenzialmente nel corso degli ultimi decenni, ma le ore di lavoro sono rimaste le stesse.

La società, per com’è strutturata oggi, è una tirannica ideologia che schiavizza l’individuo trasformandolo in processo produttivo. Questa situazione insostenibile, per fortuna, è destinata al declino; lento forse, ma inesorabile, perché l’intero processo produttivo globale, per necessità di sopravvivenza, sta spingendo inesorabilmente il mondo verso uno sviluppo tecnologico e culturale senza precedenti, che porterà presto alla luce delle masse tutti gli squilibri e le ingiustizie su cui è basata.

Il nostro tempo è un tempo di transizione nella storia dell’umanità: l’uomo primitivo sta diventando qualcosa di simile all’oltre-uomo descritto da Nietzsche, ma lo scenario di un cambiamento effettivo è ancora lontano all’orizzonte. Ma cosa possiamo fare noi “nati postumi”? L’unica soluzione è ribellarci per quanto ci è possibile, guardarci intorno, essere curiosi, aprirsi sempre alle nuove opportunità che ci si presentano davanti, senza mai aver paura, così che la nostra vita possa diventare appagante e soddisfacente.

Quando un muro non può essere abbattuto, l’unica alternativa è aggirare quel muro, trarne vantaggio cercando di creare profitto da ciò che, in apparenza, sembrava soltanto un ennesimo ostacolo insormontabile.

  • pepp

    Siamo moltissimi a ribellarci concettualmente ad essa ma…è abbastanza per campare?
    La verità è che bisogna uscirsene con uan trovata che ci permetta effettivamente di vivere e ci richieda un tempo limitato. Un lavoro, qualcosa che produciamo noi, che ci piace magari e che non richieda di essere seguito costantemente.

  • Nelle terre di mezzo

    la schiavitù delle 40 ore settimanali , é una schiavitù assolutamente voluta , in modo tale che rimanga cosi poco tempo a disposizione per attività personali e che si cerchi una compensazione ad una inevitabile insofferenza e insoddisfazione ; consumando cose inutili , durante il pochissimo tempo a disposizione . Un cane che si morde la coda ma la volontà é mantenere questo stato di cose, immaginate cosa potrebbe accadere , qualora le persone cominicino ad avere maggior tempo libero , tempo per leggere , camminare, fare sport , evitando di incollarsi davanti allo schermo di una tv la sera ( perché stanchi morti , demotiviati , rimane l’alternativa principale) , probabilmente la gente comincerebbe ad essere più felice e a dedicare tempo a se stessi con una conseguente maggiore felicità , stato d’animo che a sua la porterebbe a consumare meno cose inutili .
    Oggi giorno con la tecnologia a disposizione , non ha assolutamente piu senso lavorare 8 ore al giorno , é una terribile tirannia che viene imposta sul 95% degli esseri umani per i motivi di cui sopra