Scattone insegnante

Scattone, il diavolo e l’acquasanta

C’è una notizia che mi confonde molto:

Giovanni Scattone rinuncia alla cattedra: “Non sono più sereno”. La mamma di Marta Russo: “Decisione di buon senso”

Dunque, Scattone è stato condannato per l’omicidio di Marta Russo. Pur essendosi sempre dichiarato innocente ha scontato la sua pena. Non essendo mai stato interdetto dall’insegnamento, saldati i conti con la giustizia, nel 2012 ha partecipato a un concorso pubblico, superandolo. Grazie alla Buona Scuola è stato finalmente ammesso come professore di ruolo nella prima tornata di assunzioni, alla cattedra di Psicologia.

La domanda è: perché non dovrebbe insegnare?

La madre di Marta Russo è impazzita e ha detto “Assurdo!” alla notizia che Scattone sarebbe tornato a insegnare. Scattone, successivamente, ha deciso di rinunciare alla cattedra affermando: “Se la coscienza mi dice di poter insegnare, la mancanza di serenità mi induce a rinunciare all’incarico”.

Ammettiamo che Scattone, ripeto, pur essendosi sempre dichiarato innocente, abbia davvero commesso l’omicidio, volontario o involontario non è una questione rilevante. Bene. Perché non dovrebbe essere in grado di insegnare?

Scattone è laureato in filosofia, 110 e lode, con tesi sul rapporto tra mente e corpo: Ha conseguito il master in storia moderna e contemporanea e borsa di studio annuale presso il CNR per discipline giuridiche e politiche, un dottorato di ricerca in “teoria generale del diritto e filosofia della politica” ed è stato autore di numerose pubblicazioni scientifiche e saggi divulgativi.

Scusate, io sono Einstein. Un giorno uccido una persona perché mi sta sulle palle. Bene: sconto la mia pena ed esco. Cosa è cambiato? Quando premi il grilletto di una pistola ti esplode anche il cervello facendoti perdere la genialità?