Schiavi di una vita come tante

Sono nato e cresciuto come la maggior parte degli ex-bambini che leggono questo blog. A volte ripenso al passato, a quella mia sobria innocenza, come l’illustrazione di una favola meravigliosa della quale non ricordo esattamente la storia; ricordo con estrema chiarezza solo le sensazioni! La bellezza è una di quelle parole che più ti fai vecchio e più perde il suo significato reale.

D’improvviso mi sono accorto di vivere una pseudovita; perché quella che oggi chiamiamo vita è solo una recita. Coloro che mi circondavano, schiavi di se stessi, hanno rubato la mia coscienza di bambino e l’hanno trasformata nella coscienza di un automa. Prima i genitori, poi la scuola, che da un certo punto di vista è un subdolo raggiro. Un lavaggio del cervello al fine di trasformare la fantasia e l’inventiva di un ragazzino in uno stolto elenco di regole da seguire. E ti raccontano che devi farlo, ma senza spiegarti esattamente il perché. Dicono tutti che è per il tuo bene. Ma non parlano di apprendere, parlano di un titolo di studio. Ricordo di aver pensato: “ma perché sono costretto a lavorare per vivere?”. Ma tutto il perverso meccanismo della società moderna è studiato alla perfezione per costrigerti, sfruttare le tue debolezze per conformarti. Senza via di scampo. Il video di Another Brick in The Wall dei Pink Floyd racconta con semplice perfezione quello che la scuola è in realtà: una fabbrica di soldatini. Il primo step per trasformare l’essere umano in uno schiavo.

Solo crescendo ho capito che coloro che regolamentano la società in cui vivo (e che mi ha fatto il lavaggio del cervello) sono dei farabutti, che mi stanno rubando l’unica vita che ho.

Gente avida, che pensa solo a raccogliere tutto il potere possibile per gettare alle persone normali le briciole di quel benessere. Molti, da bravi schiavetti, ringraziano festanti il padrone per la sua magnanimità, come cagnolini fedeli tenuti al guinzaglio.

Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente. Morpheus – (The Matrix – 1999)