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Conte e MES: il “finto” giornalismo di Mentana, tra bufale e verità Quelle di Salvini e Meloni non sono opinioni: sono balle. Il dovere di un giornalista è quello di smentire le falsità e informare sulla verità.

Chi dice come #Mentana che #Conte ha “strumentalizzato” il discorso in TV, è ignorante, stupido oppure in malafede. Punto. Non c’è replica, non c’è opinione: c’è solo la realtà incontestabile dei fatti.

La cosa peggiore è che Le bufale di Salvini e Mellni contro conte sul MES. sta continuando a coprirsi di ridicolo (ma ci crede veramente?) e ha affermato su Facebook: «passando alla materia degli aiuti europei, si è lasciato andare a una dura polemica con i suoi avversari politici». Questa affermazione è una mistificazione, come le ingannevoli parole impunemente pronunciate da quegli impostori, bugiardi, e dunque “criminali”, di Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

«Conte ha firmato e approvato il MES», è un’affermazione precisa. Non è una speculazione filosofica. Non c’è margine di discrezionalità. Non c’è spazio per le interpretazioni. È un fatto.

Ora, il possibile status di quella affermazione è binario: o è VERO, o è FALSO.

Non è rilevante la bontà o meno del MES come strumento economico per superare la crisi a livello europeo. Su quello c’è possibilità di opinare, c’è un margine di discussione possibile. Ci può essere mediazione giornalistica. Ma no, non mi interessa discuterne in questa sede. L’oggetto di questo articolo è:

«Conte ha firmato e approvato il MES», come detto da Meloni e Salvini, è VERO oppure FALSO?

RISPOSTA: è una STRONZATA. Ripeto: questa è una verità di fatto, non è un’opinione. È riscontrabile facendo un lavoro davvero minimo di ricerca di fonti e documenti.

Conte ha firmato il MES?
Le bufale di Salvini e Mellni contro conte sul MES.

L’articolo 1 (ripeto, l’articolo UNO), del testo unico sui doveri del giornalista, recita che: «È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie inesatte e riparati gli eventuali errori».

Rettificare notizie inesatte, riparare errori.

Torniamo a Conte e al suo discorso. Cos’ha detto Conte?

Parlando del MES, ha espresso preoccupazione e fastidio per una notizia totalmente falsa ch’era stata raccontata, quella di cui sopra: «Firmato e approvato il MES». Quando lo ha fatto, ha citato le 2 fonti principali che avevano diffuso quella menzogna: Meloni e Salvini. Non si tratta di “attacco”, si tratta di un dato di fatto incontestabile e riscontrabile facilmente: i due maggiori interlocutori dell’opposizione, coi quali c’è un tentativo di dialogo per cooperare durante l’emergenza Coronavirus, hanno fatto propaganda diffondendo falsità e diffamando il governo per racimolare voti fottendosene del dramma che stiamo vivendo tutti i giorni da settimane e chissà per quanto tempo ancora.

Ora, smentire le falsità e informare sulla verità è compito dei giornalisti, non del Presidente del Consiglio. La cosa grave è proprio questa: che un PdC venga accusato di dire la verità, smentendo falsità su un fatto rilevante oggetto del discorso TV, proprio da un giornalista. Non facendo un «uso personalistico» come ha affermato Mentana, ma un servizio pubblico al posto di colui che quel tipo di lavoro sarebbe pagato per farlo.

Un giornalista che rispetta il patto coi cittadini suoi lettori/spettatori, DEVE dire CHIARAMENTE e senza mezzi termini che sono state diffuse menzogne su un fatto importantissimo in uno stato d’emergenza globale durante la crisi più drammatica della storia della Repubblica.

Invece, Mentana ha candidamente affermato: «Se avessi saputo [che lo avrebbe fatto] non lo avrei mandato in onda». Quando invitò i fascisti in prima serata non si fece problemi. Se si tratta di censurare una parte, rilevante, incontrovertibile, assolutamente rilevante per i cittadini/ascoltatori, che citava le fonti politiche, i nomi e cognomi di chi quelle menzogne le aveva primariamente diffuse, allora la sua coscienza etica inorridisce.

Il vero problema è che oggi il livello di falsificazione e mistificazione della realtà ha raggiunto limiti inaccettabili.

Del resto ho perso il conto di quanti hanno l’idea distorta che il giornalismo sia un’attività di rendicontazione istantanea volta ad alimentare scontri e fraintendimenti per racimolare views.