Un bel problema dell’oggi è la memoria: random access memories, che si riempiono ogni giorno di cose a caso: like, foto di instagram, gossip. Ammassi di dati che si svuotano nel giro di un “trending topic”. E la storia? Niente, una roba che si fa a scuola e non serve per la vita vera.

— Andrea Brandi

Pasolini a Moravia sul fascismo, 1973Se un nuovo fascismo rinascesse, la sua voce non sarebbe forse l’eco che si propaga dal mutismo di una maggioranza silente?

E che cos’è, oggi, la maggioranza silente, se non il prodotto incenerito di una società ch’è stata ormai globalmente bruciata dal consumismo?

Una società che ha deciso di sacrificare ogni sentimento d’umanità per favorire i propri egoici interessi, non è più umanità, è, appunto, un cumulo di cenere.

“L’arte non è uno strumento di comunicazione”, diceva Deleuze. E forse, in un certo senso, è vero. Qualsiasi opera può essere smontata e rimontata: ciò che io vedo non è ciò che l’altro vede. Ma allora come può essere un mezzo per comunicare qualcosa? O un lucchetto da sbloccare, custode di qualche conoscenza? Piuttosto funziona come un martello: batte. Se rompe, funziona. Non crea, distrugge. Noi ricostruiamo dalle fratture lasciate. Se non rompe, non era abbastanza potente; o eravamo noi a essere troppo duri. L’arte è il linguaggio delle anime fragili.

— Andrea Brandi